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3.Intelligenza Artificiale: le reti neurali artificiali
Gino Visciano |
Skill Factory - 20/10/2024 11:55:49 | in Home
In questa lezione parleremo di reti neurali artificiali, i modelli computazionali ispirati alla struttura e al funzionamento delle reti neurali biologiche presenti nel nostro cervello. Questi modelli matematici e statistici sono importanti perché sono la parte fondamentale degli LLM, la mente utilizzata da tutti gli strumenti d'Intelligenza Artificiale.
L'area dell'Intelligenza Artificiale che si occupa di apprendimento delle macchine è quella del Machine Learning, in quest'area il settore che si occupa di apprendimento profondo attraverso l'uso delle reti neurali artificiali, è il "Deep Learning".
Il termine "profondo" si riferisce all'architettura delle reti neurali, composte da uno strato esterno, chiamato di input, molti strati nascosti, composti da neuroni artificiali, chiamati anche nodi e uno strato di output.
Maggiore è il numero di strati interni (nodi verdi), maggiore è la profondità della rete.
LA DIFFUSIONE DEL DEEP LEARNING
Le prime reti neurali artificiali sono apparse tra gli anni 50 e 60, ma non hanno avuto una grande diffusione per mancanza di potenza computazionale e perché non c'erano ancora algoritmi capaci di addestrarle in modo adeguato.
A favorire la grande diffusione del Deep Learning e delle reti neurali artificiali, tra gli anni '80 e gli anni '90, sono stati gli eventi seguenti:
1) La grande disponibilità di dati in forma digitale, dopo la nascita di Internet;
2) L'aumento della capacità di calcolo, dopo che alla fine degli anni '90, NVIDIA ha lanciato le GPU (Graphics Processing Unit – Unità di elaborazione grafica), progettate per accelerare la creazione di immagini;
3) La grande disponibilità di spazio su cui archiviare dati in forma digitale, dopo la diffusione del Cloud computing;
4) I grandi progressi fatti nel campo degli algoritmi di addestramento, come ad esempio quelli di backpropagation.
- guida autonoma;
- sorveglianza;
- ricerca medica;
- e-commerce.
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Tutto questo diventa possibile perché le macchine, attraverso il Deep Learning, riescono a svolgere le seguenti attività:
- Classificazione immagini;
- Riconoscimento facciale;
- Localizzazione di oggetti;
- Generazione d'immagini;
- Segmentazione semantica.
COME FUNZIONANO LE RETI NEURALI ARTIFICIALI
Una rete neurale artificiale in pratica è un modello computazionale, che esegue operazioni e funzioni, in base agli input ricevuti, capaci di simulare l'apprendimento del cervello umano.
Il funzionamento di questo modello matematico è garantito da mini-processori, chiamati neuroni artificiali, che contengono funzioni di attivazione che regolano il comportamento del modello.
L'interconnessione tra i neuroni, si comporta come un circuito elettrico complesso, capace di apprendere i contenuti con cui viene addestrato.
La rivoluzione delle reti neurali sta nel fatto che questi modelli sono capaci di fare previsioni non lineari, per questo motivo riescono a gestire la complessità dei linguaggi naturali o della classificazione delle immagini.
Anche l'analisi lineare permette di fare previsioni, ma meno complesse, come ad esempio: la previsione dei prezzi, la valutazione del rischio di credito, la previsione delle vendite, la segmentazione dei clienti, la predizione delle malattie, l'analisi delle relazioni sociali.
Ricordate che quando parliamo di previsioni, siamo sempre nel campo della statistica e del calcolo delle probabilità; quindi, anche le risposte degli LLM non sono mai precise, ma sono sempre basate sulla previsione più probabile.
In sintesi, possiamo dire che Il comportamento di una rete neurale artificiale è definito da:
- Dataset di dati: grandi quantità di dati acquisiti sotto forma di numeri durante la fase di addestramento;
- Un algoritmo di addestramento: un algoritmo avanzato come il backpropagation, che attraverso una funzione di perdita misura il livello di errore della rete neurale e ottimizza i parametri per migliorare le prestazioni del modello;
- Neuroni artificiali: nodi organizzati a strati nascosti, che attraverso funzioni di attivazione si comportano come mini-processori in grado di generare o no un output in base all'input ricevuto; grazie ai neuroni artificiali e al tipo di funzioni di attivazione associata, il modello può fare previsioni lineari oppure previsioni non lineari.
- Parametri: numeri, chiamati pesi o bias, che regolano il comportamento dei neuroni artificiali della rete neurale, con l'obiettivo di ridurre gli errori di previsione e migliorare le prestazioni della rete. Questi valori vengono ottimizzati attraverso iterazioni continue dall'algoritmo di addestramento e dalla funzione di perdita associata.
Per fare un'analogia, dovete immaginare una rete neurale come a un'orchestra. Ogni musicista (neurone) può suonare o non suonare delle note, ma è l'insieme delle note suonate da tutti i musicisti che crea la melodia (previsione o risposta). Nessun singolo musicista "conosce" la melodia intera, ma la melodia emerge dalla loro collaborazione. Per raggiungere questo obiettivo vengono fatte tante prova e durante ogni prova, con l'aiuto di un maestro (l'algoritmo di addestramento), ciascun musicista corregge le sue note attraverso l'uso dei parametri.
In una rete neurale maggiore è il numero di parametri, tanto maggiori sono le prestazioni e la potenza dell'LLM associato.
ALGORITMI DI BACKPROPAGATION
Gli algoritmi di backpropagation sono fondamentali per l'addestramento delle reti neurali artificiali, perché attraverso una funzione di perdita riescono a misura la discrepanza tra le predizioni del modello e i valori reali. In altre parole, l'algoritmo è capace di quantificare "quanto sbaglia" il modello; questo permette di apportare correzioni per migliorare le prestazioni del modello nel tempo.
Le funzioni di perdita sono un componente essenziale per l'addestramento delle reti neurali artificiali, perché, attraverso un apprendimento profondo, permettono alla rete di minimizzare gli errori fatti sulle previsioni o sulle risposte, facendo diventare la rete sempre più precisa.
L'intenso addestramento delle reti neurali, attraverso iterazioni continue (epiche), permette agli algoritmi di backpropagation di tarare sempre di più i parametri che servono alla rete per diventare sempre più precisa, come una persona che man mano che ripete una lezione diventa sempre più brava.
In sintesi, i parametri di una rete neurale sono i valori numerici che la rete "impara" durante l'addestramento e che determinano il successo o meno delle sue previsioni.
Le informazioni fornite in input ad una rete neurale, vengono convertite in numeri ad esempio a, b, c.
Successivamente ciascun numero viene moltiplicato per un peso specifico, ad esempio:
1. a * p1
2. b * p2
3. c * p3
La somma dei risultati delle moltiplicazioni fornisce la somma ponderata:
somma ponderata = (a * p1) + (b * p2) + (c * p3)
Il risultato della somma ponderata viene passato alla funzione di attivazione che decide se attivare o meno il neurone attraverso un valore di output. Se verrà generato un nuovo valore di output, diventerà l'input del prossimo neurone dello strato più interno o corrisponderà l'output finale.
Durante l'addestramento, i pesi vengono aggiornati continuamente in modo da regolare il comportamento dei neuroni e minimizzare l'errore tra le previsioni del modello e i valori reali.
Il bias è un valore di correzione, che può essere aggiunto alla somma ponderata, come mostra l'esempio seguente:
somma ponderata = (a * p1) + (b * p2) + (c * p3) + bias.
Lo scopo è quello di rendere ancora più preciso il valore di input fornito alla funzione di attivazione per ottimizzare il comportamento del neurone.
I NEURONI ARTIFICIALI
Per capire il funzionamento delle reti neurali artificiali dobbiamo capire che cosa sono i neuroni artificiali.
Il primo neurone artificiale è stato creato da Warren McCulloch e Walter Pitts nel 1943.
Il neurone di McCulloch-Pitts era estremamente semplice rispetto ai modelli di neuroni artificiali utilizzati oggi nelle reti neurali artificiali (ANN, Artificial Neural Networks). Si basava su una funzione di soglia: il neurone attivava un segnale di output solo se la somma dei segnali di input superava una determinata soglia.
La funzione di soglia era un meccanismo binario. Se la somma ponderata degli input superava una certa soglia, il neurone si attivava; altrimenti, rimaneva inattivo. Era un po' come un interruttore: acceso o spento.
Questo modello rappresentò uno dei primi tentativi di simulare il funzionamento del cervello umano utilizzando sistemi matematici non lineari, ponendo le basi per lo sviluppo delle reti neurali artificiali moderne e, più in generale, dell'intelligenza artificiale.
Nei neuroni delle reti neurali moderne, la semplice funzione di soglia è stata sostituita con funzioni di attivazione più sofisticate; queste funzioni rendono questi modelli di apprendimento molto più potenti ed efficaci.
La funzioni di attivazione più comuni sono:
Sigmoide: produce un output compreso tra 0 e 1.
Tanh (Tangente iperbolica): simile alla sigmoide, ma l'output è compreso tra -1 e 1.
ReLU (Rectified Linear Unit - Unità lineare rettificata): chiamata anche raddrizzatore, restituisce 0 per input negativi e l'input stesso per input positivi.
Il neurone artificiale simula il comportamento di un neurone biologico.
I neuroni raccolgono gli impulsi (INPUT) dell'ambiente esterno attraverso i dendriti. Questi segnali energetici vengono memorizzati nel soma, sotto forma d'impulsi elettrici. il soma è corpo cellulare che contiene il nucleo del neurone e si comporta come un condensatore elettrico. Quando l'energia accumulata supera la soglia consentita, quella in eccesso, attraverso l'assone viene trasferita, in modo parallelo ai dendriti di altri neuroni.
Il passaggio dell'impulso elettrico attraverso l'assone versi i dendriti degli altri neuroni si chiama sinapsi.
Un neurone biologico ha le seguenti analogie con un neurone artificiale:
Segnali: entrambi i tipi di neuroni ricevono segnali in ingresso.
Peso dei segnali: nei neuroni artificiali, i segnali hanno un peso che ne determina l'importanza; nei neuroni biologici, l'efficacia di una sinapsi (la connessione tra due neuroni) può variare, influenzando l'impatto di un segnale.
Soglia: entrambi i tipi di neuroni hanno una soglia che deve essere superata per attivarsi.
Output: Il neurone artificiale produce un output numerico, mentre il neurone biologico genera un potenziale d'azione.
Funzioni: I neuroni biologici sono specializzati in diverse funzioni, a seconda della loro posizione nel cervello. Nei neuroni artificiali, la funzione di soglia è sostituita dalle funzioni di attivazione. Queste funzioni, come la funzione sigmoidale, la ReLU oppure la Tanh, offrono una maggiore flessibilità e permettono ai modelli di apprendere informazioni più complesse. Il concetto di base rimane lo stesso: c'è un valore di soglia che determina se il neurone si attiva o meno; la collaborazione tra tutti neuroni della rete, e il loro stato determina la qualità della predizione.
Le funzioni di attivazione sono importanti perché determinano la linearità o la non linearità del modello.
La non linearità permette alle reti neurali di apprendere relazioni complesse tra i dati ; una rivoluzione importante rispetto ai comuni algoritmi di Machine Learning, che seguono una logica lineare.
Nelle reti neurali artificiali i neuroni artificiali sono interconnessi tra loro come un grafo e caratterizzano gli stati interni nascosti.
Gli strati nascosti, composti da neuroni artificiali, sono il cuore delle reti neurali. E' qui che avviene la maggior parte dell'elaborazione delle informazioni e dove la rete "impara" a riconoscere pattern e a prendere decisioni.
IL PERCETTRONE
Il percettrone è il "nonno" delle reti neurali, ma le architetture moderne hanno superato di gran lunga le sue capacità. Comprendere il percettrone è fondamentale per apprezzare l'evoluzione e la complessità delle reti neurali attuali. È costituito da un singolo strato di neuroni, ognuno dei quali riceve un input, calcola una somma ponderata e applica una funzione di attivazione.
Il percettrone è in grado di separare solo dati linearmente separabili. Ciò significa che non può risolvere problemi complessi che richiedono rappresentazioni non lineari.
Ha gettato le basi per lo sviluppo delle reti neurali moderne, introducendo concetti fondamentali come pesi, soglie e funzioni di attivazione.
Come si comporta un percettrone per prendere una decisione?
Immaginate che il percettrone deve decidere se un frutto è maturo o no. Ogni caratteristica del frutto (colore, dimensione, consistenza) viene valutata e a ciascuna di queste caratteristiche viene assegnato un peso. il valore del peso rappresenta l'importanza che attribuiamo a ciascuna caratteristica nel processo decisionale. Supponiamo che percettrone classifichi un frutto come maturo o acerbo in base a due caratteristiche: il colore (rosso o verde) e la dimensione (grande o piccola). Assegniamo un peso a ciascuna caratteristica e una soglia.
Caratteristiche:
Colore rosso: peso = 2
Colore verde: peso = -1
Dimensione grande: peso = 1
Dimensione piccola: peso = -1
Soglia: 1
Funzione di attivazione:
Utilizziamo una funzione a gradino: se la somma ponderata delle caratteristiche supera la soglia, il frutto viene classificato come maturo (output = 1), altrimenti come acerbo (output = 0).
Calcolo della somma ponderata:
Se il frutto è rosso e grande: 2 (rosso) + 1 (grande) = 3.
Se il frutto è verde e piccolo: -1 (verde) - 1 (piccolo) = -2.
Confronto con la soglia:
Nel primo caso, 3 > 1, quindi il frutto viene classificato come maturo.
Nel secondo caso, -2 < 1, quindi il frutto viene classificato come acerbo.
Interpretazione dei pesi e della soglia:
Pesi positivi: Indicano che una caratteristica aumenta la probabilità che il frutto sia maturo.
Pesi negativi: Indicano che una caratteristica diminuisce la probabilità che il frutto sia maturo.
Soglia: Rappresenta il valore limite oltre il quale il percettrone si attiva e classifica il frutto come maturo.
In sintesi:
I pesi definiscono l'importanza relativa di ciascuna caratteristica nell'influenzare la decisione finale.
La soglia determina il punto di "taglio" tra le due classi (maturo/acerbo).
La funzione di attivazione trasforma la somma ponderata in una decisione binaria.
TIPI DI RETI NEURALI ARTIFICIALI
I principali tipi di reti neurali artificiali sono:
1) Feed-forward
2) Ricorrenti
3) Convoluzionali
4) Generative Adversariali
5) Trasformatori
Nel prossimo articolo vi parlerò delle differenze e in quali campi vengono impiegati.
1.Intelligenza Artificiale: se la conosci non la temi
2.Intelligenza Artificiale: i modelli linguistici di grandi dimensioni
4.Intelligenza Artificiale: tipi di reti neurali artificiali
5.Intelligenza Artificiale: IA Generativa
6.Intelligenza Artificiale: modelli pre-addestrati di IA locali
7.Intelligenza Artificiale: come creare una chatbot per conversare con Llama3
2.Intelligenza Artificiale: i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM)
Gino Visciano |
Skill Factory - 11/10/2024 20:02:22 | in Home
Fino a qualche tempo fa le macchine potevano svolgere compiti solo se venivano programmate. Oggi il paradigma è cambiato, perché le macchine sono capaci di apprendere e risolvere i problemi da sole, per questo motivo parliamo di "Intelligenza Artificiale".
Le macchine si sono evolute al punto che riescono a comprendere il linguaggio naturale (NLP - Natural Language Processing). Per uno come me che ha iniziato a programmare le macchine negli anni '80 con l'Assembler, un linguaggio artificiale mnemonico, molto simile al linguaggio delle macchine, fatto di lunghe sequenze di numeri 1 e numeri 0, vedere oggi macchine che eseguono comandi o rispondono a domande complesse elaborando il linguaggio naturale rappresenta un passo avanti notevole, impensabile fino a qualche anno fa.
Il settore dell'IA che si occupa dell'apprendimento delle macchine si chiama "Machine Learning". Gli algoritmi di ML permettono alle macchine di apprende grandi quantità di dati, proprio come fanno gli uomini quando studiano.
Un delle aree più avanzata del Machine Learning è quella del Deep Learning, che si occupa dell'apprendimento delle macchine attraverso algoritmi avanzati, anche detti algoritmi di apprendimento profondo, questi modelli sono così evoluti che si comportano come reti neurali artificiali.
Il risultato dei dati raccolti durante la fase di addestramento di una macchina attraverso algoritmi di tipo Deep Learning sono gli LLM (Large Language Model) o modelli linguistici di grandi dimensioni.
Potete immaginare un LLM come un computer super intelligente che ha letto tantissimi libri, articoli e pagine web, grazie a questo è capace di comprendere il linguaggio naturale, rispondere alle domande, tradurre testi in molte lingue, scrivere testi e generare immagini, musica e video.
Attenti a non fare l'errore di credere che gli LLM siano dei database in cui si trovano domande e risposte frequenti, come avviene per le FAQ (Frequently Asked Questions); essi contengono solo le informazioni per creare le risposte, che vengono generate ogni volta dall'inferenza.
COME FUNZIONA L'INFERENZA?
L'inferenza è il processo attraverso cui si utilizzano le conoscenze dell'LLM per rispondere alle domande o risolvere problemi. L'inferenza si basa su algoritmi e modelli matematici che permettono all'LLM di prendere decisioni più probabili.
L'LLM non dà mai una risposta con una certezza assoluta. Le sue risposte sono sempre basate sulla probabilità. Il modello sceglie sempre la sequenza di parole più probabile nel contesto dato. Più dati ha a disposizione, più accurate saranno le risposte, le previsioni o le soluzioni.
Le fasi del processo d'inferenza sono le seguenti:
1) Input: si fornisce all'LLM un input, sotto forma di domanda.
2) Elaborazione: l'LLM analizza l'input, cercando di capire il contesto, il significato e le intenzioni.
3) Generazione: l'LLM utilizza i modelli linguistici che ha appreso durante l'addestramento per generare una risposta o un testo che sia coerente con l'input e con le informazioni che ha a disposizione.
Gli LLM sono strumenti potenti, ma è importante evidenziarne subito i limiti:
- Non pensano come gli umani: gli LLM non capiscono veramente il significato delle parole, ma seguono delle regole che hanno imparato.
- Possono sbagliare: a volte gli LLM possono dare risposte sbagliate o senza senso, soprattutto se le domande sono molto complesse. In questo caso parliamo di allucinazioni.
- Dipendono dai dati: le risposte degli LLM vengono create in base ai dati con cui sono stati addestrati; quindi, potrebbero evidenziare dei pregiudizi che dipendono dal tipo d'informazioni acquisite durante l'apprendimento. Naturalmente questo fenomeno, chiamato BIAS, può creare delle implicazioni etiche.
COME VENGONO ADDESTRATI GLI LLM
L'addestramento degli LLM è un processo complesso, che richiede tempo e una notevole quantità di risorse.
L'addestramento può essere: supervisionato, non supervisionato e per rinforzo.
Nel caso degli LLM:
Addestramento supervisionato: utilizziamo enormi quantità di testo, dove ogni frase o paragrafo è etichettato con un'informazione specifica (es: traduzione, risposta a una domanda). Il modello impara a generare testo simile a quello di esempio.
Addestramento non supervisionato: forniamo al modello grandi quantità di testo senza etichette. Il modello impara a prevedere la parola successiva in una frase, a completare frasi o a tradurre testi, identificando le relazioni tra le parole e le frasi.
Apprendimento per rinforzo: il modello viene addestrato a svolgere un compito specifico (es: giocare a scacchi) e riceve un feedback positivo o negativo in base ai risultati ottenuti.
Il primo passo per addestrare un LLM è la raccolta dei dati che vengono puliti, formattati e pre-elaborati per rimuovere errori, incoerenze e informazioni non pertinenti.
I testi raccolti da internet, libri, articoli, codice e altre fonti, vengono divisi in unità più piccole chiamate token, che possono essere parole, sotto-parole o caratteri speciali.
A ogni token viene assegnato a un numero unico, creando una rappresentazione numerica del testo.
Gli LLM si basano su algoritmi avanzati o modelli, che si comportano come reti neurali artificiali, in particolare quelle chiamate "trasformatori", che sono particolarmente adatte a gestire sequenze di dati come il testo.
La potenza di un modello dipende dal numero di parametri che ha disposizione. I parametri sono numeri che vengono prodotti durante la fase di addestramento. Maggiore è il numero di parametri di un modello, migliori sono le capacità di fare previsioni o prendere decisioni. Il ruolo dei parametri, che si possono immaginare come nodi della rete neurale artificiale, è quello di mettere in relazione tra loro il maggior numero di neuroni in base ad una logica basata sul calcolo della probabilità della conoscenza.
Dovete immaginare i parametri o nodi come a delle piccole unità di calcolo (funzioni matematiche). Quando ricevono degli input (dati in ingresso), li elaborano secondo una certa funzione e producono un output (un risultato). Insieme, i nodi formano una rete complessa che permette all'algoritmo di apprendere e fare previsioni.
Tipi di nodi:
Nodi di input: sono i primi nodi della rete, quelli che ricevono i dati grezzi.
Nodi nascosti: si trovano negli strati intermedi della rete e svolgono la maggior parte del lavoro di elaborazione dei dati.
Nodi di output: sono gli ultimi nodi della rete, quelli che forniscono il risultato finale.
Come funzionano i nodi?
Ricezione degli input: ogni nodo riceve un segnale da altri nodi o dall'esterno della rete.
Calcolo: Il nodo applica una funzione matematica (funzione di attivazione) ai dati in ingresso, generando un risultato.
Trasmissione dell'output: il risultato viene trasmesso ai nodi successivi della rete.
L'organizzazione dei parametri di un modello, attraverso algoritmi di ottimizzazione, viene aggiornata continuamente in modo iterativo con l'obbiettivo di ridurre al minimo la differenza tra previsioni del modello e le risposte corrette. Per misura la differenza tra previsioni del modello e le risposte corrette, si usa una funzione matematica chiamata funzione di perdita.
L'addestramento richiede un'enorme potenza di calcolo, spesso utilizzando cluster di GPU o TPU.
Letteralmente, cluster, significa “computazione a grappolo”: un gruppo di computer collegati in rete tra loro che lavorano in parallelo utilizzando processori potentissimi e veloci specializzati nella gestione delle immagini come le GPU (Graphics Processing Unit) oppure le TPU (Tensor Processing Unit) unità di elaborazione progettate da Google specializzate nelle operazioni di Machine Learning. Sono ottimizzate per eseguire operazioni sui tensori: strutture dati multidimensionali fondamentali per le reti neurali artificiali.
Dopo l'addestramento iniziale, il modello può essere ulteriormente addestrato su dataset più piccoli e specifici per migliorare le sue prestazioni su compiti particolari, come la generazione di codice, la traduzione o la risposta a domande, questa operazione di chiama "Fine-tuning".
PRINCIPALI LLM A CONFRONTO
Anno |
Nome LLM |
Parametri |
Tipo rete neurale |
Scopo principale |
Licenza |
Azienda/Organizzazione |
2023 |
GPT-4 |
>100 miliardi |
Transformer |
Generazione di testo, comprensione, traduzione, ecc. |
Proprietario |
OpenAI |
2023 |
PaLM 2 |
Varianti |
Transformer |
Generazione di testo, comprensione, traduzione, coding |
Proprietario |
Google AI |
2023 |
LLaMA |
7B - 65B |
Transformer |
Ricerca, creazione di contenuti |
Non-commerciale |
Meta AI |
2022 |
T5 |
Varianti |
Transformer |
Molteplici compiti NLP |
Open-source |
Google AI |
2020 |
GPT-3 |
175 miliardi |
Transformer |
Generazione di testo |
Proprietario |
OpenAI |
2020 |
BART |
Varianti |
Transformer |
Generazione di testo, riassunto, traduzione |
Open-source |
Facebook AI Research |
2019 |
RoBERTa |
Varianti |
Transformer |
Comprensione del linguaggio naturale |
Open-source |
Facebook AI Research |
2018 |
BERT |
340 milioni |
Transformer |
Comprensione del linguaggio naturale |
Open-source |
Google AI |
COSA SONO I PROMPT?
I prompt sono lo strumento che ci permette di interagire con gli LLM e di sfruttarne al meglio le potenzialità. Sono il ponte tra le nostre richieste e la capacità dell'LLM di generare testi complessi e informativi. È come una chiave che ci permette di aprire le porte della creatività e dell'innovazione. Più siamo abili nel formulare i prompt, più saremo in grado di sfruttare tutto il potenziale di questi modelli linguistici.
La capacità di formulare prompt è così importante che in futuro, con la diffusione dell'Intelligenza Artificiale, la figura del creatore di prompt sarà sempre più richiesta. Il creatore di prompt non è semplicemente colui che fa domande, ma un vero e proprio ingegnere della comunicazione che, attraverso la formulazione di istruzioni precise e creative, è in grado di sfruttare al massimo le potenzialità degli LLM.
il creatore di prompt è una figura che, oltre alle sue competenze linguistiche e creative, si avvale di una serie di strumenti e tecniche per ottimizzare il processo di creazione dei prompt e ottenere i migliori risultati possibili dagli LLM.
Approfondirò sicuramente l'argomento dei creatori di prompt in uno dei miei prossimi articoli, perché è un argomento molto interessante.
CONCLUSIONI
Gli LLM sono sistemi informatici, chiamati modelli, che attraverso algoritmi di apprendimento profondo si addestrano su enormi quantità di dati.
Le informazioni raccolte vengono organizzate in uno spazio vettoriale e collegate tra loro attraverso l'uso di parametri, anche detti nodi, che utilizzano funzioni matematiche per creare una fitta rete di percorsi usati dall'inferenza per creare le risposte o le soluzioni più probabili alle domande o alle richieste formulate dai prompt.
Dopo l'addestramento gli LLM, possono essere ulteriormente specializzati attraverso una fase di fine tuning, che prevede l'apprendimento di un dataset di dati più dettagliato.
La qualità dei dati durante la fase di addestramento degli LLM è importante per evitare il problema dei pregiudizi o Bias. Un DATASET per essere di valore deve contenere una grande quantità di dati, sempre aggiornati velocemente, provenienti da fonti eterogenee e contesti differenti e le informazioni devono essere affidabili, utili e senza fake.
Gli LLM sono utilissimi nell'ambito scientifico, del lavoro, dell'educazione e dell'intrattenimento; i chatbot e assistenti virtuali sono solo la punta dell'iceberg.
Nel prossimo articolo vi parlerò di reti neurali artificiali, per capire che cosa sono e cosa ci permettono di fare.
1.Intelligenza Artificiale: se la conosci non la temi
3.Intelligenza Artificiale: le reti neurali artificiali
4.Intelligenza Artificiale: tipi di reti neurali artificiali
5.Intelligenza Artificiale: IA Generativa
6.Intelligenza Artificiale: modelli pre-addestrati di IA locali
7.Intelligenza Artificiale: come creare una chatbot per conversare con Llama3
1.Intelligenza Artificiale: se la conosci non la temi
Gino Visciano |
Skill Factory - 23/09/2024 08:33:01 | in Home
La storia ci ha abituati alle rivoluzioni tecnologiche, ovvero quei cambiamenti che coinvolgono tutti modificando radicalmente le nostre abitudini e i nostri comportamenti, basta fare l'esempio del telefono, della radio, della TV, del personal computer, di Internet, dei cellulari e del cloud.
Oggi stiamo vivendo la rivoluzione dell'Intelligenza Artificiale; che sia tale si capisce dal fatto che ne parlano tutti e chi non la conosce la teme.
Come le rivoluzioni precedenti, anche questa era inevitabile; il progresso è scritto nel nostro DNA e non si può fermare!
Il progresso da sempre ci ha permesso di aumentare le nostre capacità; attraverso la tecnologia muoviamo e alziamo masse enormi, ci spostiamo velocemente sulla terra, sull'acqua e nell'aria, fino a raggiungere lo spazio estremo, comunichiamo a distanza, osserviamo sia lo spazio infinito, sia i corpi infinitesimali, elaboriamo e memorizziamo enormi quantità di dati e oggi con l'Intelligenza Artificiale abbiamo aumentato anche le nostre capacità intellettuali, come ad esempio: l'apprendimento, la risoluzione di problemi, prendere decisioni, svolgere compiti, sintetizzare argomenti e creare testi, immagini e video.
Il precursore dell'idea d'Intelligenza Artificiale fu il matematico Alan Turing che, in un articolo del 1950, per la prima volta parlò di macchine intelligenti.
Nell'articolo Turing descriveva il modo per testare se una macchina era intelligente. Secondo il test una macchina (A) poteva essere considerata intelligente se il suo comportamento, osservato da un essere umano (C), fosse considerato indistinguibile da quello di una persona (B):
Il termine intelligenza artificiale (IA) è stato coniato per la prima volata nel 1955 da John McCarthy.
Nel 1956, McCarthy e altri scienziati organizzarono la conferenza “Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence”; questo evento ha dato origine alla scienza dei dati (data since).
L'idea di macchina intelligente (IA) si è potuta concretizzare solo oggi grazie ai seguenti fattori:
1) quasi tutti i dati che produciamo sono in forma digitale;
2) attraverso il cloud riusciamo a memorizzare enormi quantità di dati;
3) grazie alle GPU (Graphics Processing Unit - Unità di Elaborazione Grafica), è aumentata la potenza di calcolo;
4) l'esperienza ci ha permesso di creare algoritmi capaci di imitare il comportamento dei neuroni.
L'Intelligenza Artificiale attuale è molto lontana da quello che si racconta nei romanzi o nei film di fantascienza e non è quello che vogliono farci credere alcuni divulgatori scientifici o esperti dell'argomento; quindi, per ora, non dobbiamo temerla, anzi, al contrario penso che sia estremamente utile per tutti.
Per comprendere il progresso e le sfide attuali nell'ambito dell'Intelligenza Artificiale, è importante comprendere la differenza tra: IA Debole e IA Forte.
L'IA debole è progettata per eseguire compiti specifici e predefiniti, come:
- il riconoscimento del linguaggio naturale
- la classificazione delle immagini
- la previsione dei dati
- la generazione di testi, immagini e video
Un esempio di IA debole sono gli assistenti virtuali come Siri, Cortana o Alexa: essi possono rispondere alle domande degli utenti e compiere una serie di funzioni, ma non hanno nessuna consapevolezza di sé e non capiscono veramente ciò di cui si sta parlando.
Le macchine che riescono a fare queste cose, anche se sembrano “intelligenti”, non comprendono realmente quello che fanno e non hanno nessuna percezione del mondo o del contesto in cui stanno operando.
L'IA forte, anche conosciuta come Intelligenza Artificiale Generale (AGI - Artificial General Intelligence), rimane ancora largamente teorica e non esiste concretamente al momento. Essa dovrebbe essere in grado di eseguire qualsiasi compito intellettuale che un essere umano può fare e di avere una forma di autoconsapevolezza e comprensione del mondo.
Al momento l'IA forte resta ancora un obiettivo a lungo termine per la comunità scientifica.
Oggi gli strumenti di IA più evoluti sono gli LLM (Large Language Model - Modello linguistico di grandi dimensioni), algoritmi molto avanzati capaci di riconoscere il linguaggio naturale (NLP - Natural Language Processing) e le immagini.
Gli LLM vengono usati dai chatbot:
Chat: conversazione
Bot: robot (programma informatico)
oppure dagli assistenti AI come Siri, Cortana o Alexa per rispondere alle domande poste dagli utenti che li usano. Questi programmi nonostante sembrano intelligenti, rientrano nell'ambito dell'intelligenza artificiale debole.
Gli attuali chatbot, attraverso gli LLM, oltre a riconoscere il linguaggio naturale, riescono anche a comprendere il contenuto delle immagini e a generare testi, immagini e video di fantasia; per questo motivo parliamo anche di intelligenza artificiale generativa.
I modelli linguistici più avanzati, sono di tipo GPT (Generative Pretrained Transformer - Trasformatore Generativo Preaddestrato); utilizzano algoritmi di apprendimento profondo (Deep Learning), per generare risposte simili a quelle umane all'interno di un discorso.
I chatbot AI e gli assistenti AI più diffusi sono: ChatGPT, Zendesk, Gemini, Copilot, Claude, Perplexity AI, Jasper Chat.
Nel prossimo articolo approfondirò l'argomento degli LLM.
2.Intelligenza Artificiale: i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM)
3.Intelligenza Artificiale: le reti neurali artificiali
4.Intelligenza Artificiale: tipi di reti neurali artificiali
5.Intelligenza Artificiale: IA Generativa
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Il 2024 è un anno bisestile. In programmazione come facciamo a capire se un anno è secolare e bisestile?
Gino Visciano |
Skill Factory - 02/03/2024 12:20:59 | in Home
Il 2024 è un anno bisestile, perché febbraio è di 29 giorni. Questo significa che il 2024 durerà 366 giorni e non 365 giorni come accade per gli anni non bisestili.
Nel calendario Gregoriano è bisestile un anno ogni 4, questa correzione è necessaria perché astronomicamente un anno solare dura circa 365,25 giorni.
Se non tenessimo conto di questa variazione, ogni 4 anni si accumulerebbe un ritardo di un giorno. I continui ritardi accumulati nel tempo, modificherebbero le date delle stagioni che corrispondono agli equinozi di primavera e autunno e i solstizi d'estate e inverno, spostandole in avanti nel tempo.
Gli anni secolari, ovvero quelli divisibili per 100, sono bisestili se oltre ad essere divisibili per 100 sono divisibili anche per 400. Quindi un anno è sicuramente bisestile se è divisibile per 400.
Ad esempio il 1600 è bisestile perché è divisibile per 400, mentre il 1700 non è bisestile perché non è divisibile per 400.
Gli anni non secolari sono bisestili solo se sono divisibili per 4.
Quindi, un programmatore, per verificare se un anno è bisestile, deve prima controllare se è secolare, in caso affermativo deve anche vedere se è divisibile per 400. Se l'anno non è secolare, per essere bisestile deve essere divisibile per 4.
Il programma Python seguente, ci permette di verificare se un anno è secolare e bisestile:
# Verifica se l'anno è bisestile
# Funzione
def tipo_anno():
try:
messaggio="L'anno "+str(v_anno.get())+" "
if v_anno.get()%100==0:
messaggio=messaggio+"è secolare e "
if v_anno.get()%400==0:
messaggio=messaggio+"bisestile."
else:
messaggio=messaggio+"non è bisestile."
else:
messaggio=messaggio+"non è secolare e "
if v_anno.get()%4==0:
messaggio=messaggio+"bisestile."
else:
messaggio=messaggio+"non è bisestile."
tk.messagebox.showinfo(title='Informazioni', message=messaggio)
except:
messaggio="Inserisci l'anno da verificare"
tk.messagebox.showinfo(title='Errore', message=messaggio)
def reset():
v_anno.set("")
# Programma
import tkinter as tk
from tkinter.messagebox import showinfo
root=tk.Tk()
root.geometry('350x100+150+150')
root.resizable(False, False)
root.title('Verifica anno secolare e bisestile')
v_anno=tk.IntVar(root,"")
lbl_anno=tk.Label(root,text="Inserisci l'anno per verificare se è secolare e bisestile").pack(pady=5)
txt_anno=tk.Entry(root, justify="right",textvariable=v_anno).pack(pady=5)
frm_button=tk.Frame(root)
btn_verifica=tk.Button(frm_button,text="VERIFICA",command=tipo_anno).pack(side=tk.LEFT)
btn_reset=tk.Button(frm_button,text="RESET",command=reset).pack(side=tk.RIGHT)
frm_button.pack()
root.mainloop()
Se sei interessato ad approfondire questo argomento, clicca qui, per imparare a creare un calendario perpetuo con Python.
I primi 8 studenti della Skill Factory, dopo tanto impegno, finalmente hanno ottenuto la certificazione SFA-2022
Gino Visciano |
Skill Factory - 05/05/2022 16:48:32 | in Home
Finalmente, dopo tanto impegno, i primi 8 studenti del 2022, che hanno frequentato la nostra scuola, hanno raggiunto il loro obiettivo: ottenere la certificazione SFA "Java Developer".
Il percorso di accompagnamento al lavoro è durato circa 3 mesi, il tempo necessario per svolgere le seguenti fasi:
1) Colloquio di ammissione;
2) Assessment;
3) Alfabetizzazione;
4) Orientamento;
5) Specializzazione;
6) Certificazione delle competenze.
Il prossimo passo sarà quello di svolgere un tirocinio retribuito di 6 mesi, presso uno dei nostri JOB PARTNER IT che ne farà richiesta.
La certificazione Skill Factory Associate (SFA), non è un semplice attestato di fine corso, ma viene rilasciata solo agli studenti che dimostrano di aver acquisito tutte le competenze necessarie per poter svolgere il proprio ruolo professionale autonomamente in azienda, obiettivo che si raggiunge solo attraverso tante ore d'aula, con docenti esperti e tante ore di laboratorio, dove si simulano reali attività aziendali, progettate con la collaborazione dei nostri JOB PARTNER IT.
Per ottenere la certificazione SFA gli studenti della Skill Factory devono:
1) aver partecipato ad almeno l'80% delle attività d'aula e di laboratorio previste dal percorso di accompagnamento al lavoro;
2) essere idonei al lavoro di gruppo;
3) dimostrare di avere una buona capacità di comunicazione;
4) superare il colloquio tecnico finale;
5) svolgere correttamente la prova pratica di laboratorio.
I percorsi di accompagnamento al lavoro della nostra scuola sono gratuiti e ti danno l'opportunità in solo tre mesi di acquisire tutte le competenze che ti servono per lavorare in un'azienda IT.
Per partecipare al prossimo percorso di accompagnamento al lavoro in partenza presso la nostra scuola Skill Factory clicca qui e compila il modulo di richiesta per il colloquio di ammissione.
Per maggiori informazioni usa i nostri riferimenti nella sezione contatti del sito.